Durante il periodo estivo, sono in molti ad intraprendere viaggi sia a breve che a lungo percorso. Il disturbo a cui si riferisce il titolo del post è quello che più frequentemente colpisce i viaggiatori.

Ovviamente il rischio aumenta proporzionalmente al tipo di viaggio che facciamo. Vi sono infatti paesi ad alto rischio in cui, a seconda del periodo di soggiorno, possono essere colpiti fino all’80% dei viaggiatori. Le caratteristiche negative di questi paesi sono il basso controllo igienico ed il clima caldo umido.

La Diarrea del viaggiatore è una sindrome clinica associata ad acque e cibo contaminati e che si verifica durante o subito dopo un viaggio. La possono causare virus, batteri o parassiti, ma la possono indurre anche i cambiamenti di abitudini alimentari e le condizioni climatiche, anche se da sole non ne sono la causa principale.

La Diarrea si presenta con 2/3 o più evacuazioni di feci liquide o non formate nell’arco delle 24 ore. Si possono associare febbre, malessere generale, dolori addominali, nausea e/o vomito più o meno accentuati e stanchezza e non di rado anche meteorismo ed eruttazioni.

Colpisce più facilmente i giovani adulti e dura mediamente dai 3 ai 5 giorni.

Vi sono come al solito le eccezioni che confermano la regola: nelle forme lievi la diarrea si può estinguere in 1 o 2 giorni mentre quelle più tenaci, possono durare anche più di una settimana ed avere ripercussioni a livello intestinale anche per qualche mese. Il contagio del viaggiatore avviene generalmente attraverso l’ingestione di alimenti ed acqua o liquidi infetti e contaminati. Questi alimenti sono contaminati con residui fecali depositati da mosche ed altri insetti, mani sporche, suppellettili non pulite adeguatamente. Il contagio può avvenire anche attraverso le proprie mani sporche, l'utilizzo di asciugamani o biancheria contaminata, frequentazione di ambienti con scarsa igiene.

I viaggiatori che provengono da zone ad alto tenore igienico non sono immunologicamente preparati sia a livello del proprio intestino che a livello sistemico, ad affrontare infezioni da patogeni meno presenti nel loro paese di origine. Il rischio di ammalarsi di diarrea è più alto: nei paesi a basso tenore economico e con basse condizioni igienico - sanitarie. Tra questi la maggior parte dei paesi dell’Africa, buona parte dei paesi asiatici ed una buona parte dei paesi dell’America Latina. I paesi dell’America Centrale. I paesi del Medio Oriente. Una parte dei paesi dell’Europa dell’Est ed i paesi rivieraschi del Bacino del Mediterraneo sia della costa europea che della costa africana. Visto che le cause sono multifattoriali, la Prevenzione per diminuire il rischio di diarrea è preminente.

Dopo aver consultato la propria ASL per le vaccinazioni consigliate (esistono degli ambulatori specifici per i viaggiatori internazionali).

Dovremo fare attenzione a misure preventive di facile attuazione:

  • Evitare cibi e bevande acquistate da venditori ambulanti o in altri posti in cui non vi siano condizioni igieniche adeguate
  • Evitare di mangiare carni o pesci crudi o poco cotti
  • Evitare di mangiare verdura cruda a meno di non averla ben lavata con acqua disinfettata
  • Evitare di mangiare frutta senza averla sbucciata
  • Evitare di bere bevande con ghiaccio (il ghiaccio potrebbe venire da acqua contaminata)
I cibi ben cucinati e conservati, solitamente sono sicuri. Fra le bevande sicure c’è l’acqua frizzante in bottiglia, te e caffè caldo, birra, vino e acqua bollita o trattata in modo opportuno con iodio o cloro. Nei Ristoranti o Alberghi internazionali vi è maggiore sicurezza rispetto alle piccole locande.

In caso di Diarrea si consiglia il trattamento con fermenti lattici ad alti dosaggi, antiperistaltici (farmaci che bloccano la peristalsi intestinale), assorbenti (farmaci che assorbono i liquidi e le tossine intestinali), acqua con elettroliti (potassio e magnesio) per ripristinare le perdite e….molta pazienza.

Se dopo un giorno di digiuno e terapie non si hanno risultati, è consigliabile la terapia antimicrobica con rifaximina o ciprofloxacina o neomicina e bacitracina per almeno 3 giorni, fino a un massimo di 5 giorni, in funzione del rispristino delle normali funzioni.

Da parte di molti viaggiatori è d’uso prendere fermenti ed antibiotici a piccole dosi, tutti i giorni della permanenza, ma non è un tipo di prevenzione consigliato dalle autorità sanitarie, anche se è stato dimostrato essere efficace nel prevenire il 90% dei casi. Se al vostro ritorno la situazione non è completamente risolta, una visita da uno specialista di malattie infettive tropicali è fortemente indicata.

Buon Viaggio!

La Redazione Medica

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