Morso di zecche e pericoli infettivi

È tempo di gite, nei parchi naturali e nelle zone pedemontane, ricche di vegetazione erbosa ed arbustiva, con micro clima fresco umido, ma anche nelle zone con vegetazione più rara e con clima caldo asciutto, corre il pericolo di infestazione di parassiti (zecche). La loro diffusione, in zone diverse, dipende soprattutto dalla presenza in loco di animali a sangue caldo come: scoiattoli, roditori, cervi, caprioli, ovini e caprini che possono essere parassitati dalle zecche che hanno bisogno di sangue per completare la loro maturazione. Anche l'uomo, quindi, può essere soggetto a tale parassita. La zecca è un artropode che appartiene alla classe degli Aracnoidi, la stessa dei ragni, degli acari e degli scorpioni.

Come avviene l'insediamento

Le zecche non volano e non saltano, ma si appostano sulle estremità delle piante basse o alte che siano e aspettano il loro ospite, sia esso animale o uomo. Il calore dell'organismo e l'anidride carbonica emessa, fanno avvertire la presenza di un ospite da parassitare. A questo punto inseriscono il loro rostro nella cute dell'ospite ed iniziano a succhiarne il sangue. Poiché prima del cosiddetto morso, iniettano sostanze anestetiche, l'ingresso del rostro nella cute non è avvertito nella gran parte dei casi.

Infezioni derivanti dalle zecche

Le zecche sono solo dei vettori, cioè dei trasportatori, di diversi microrganismi: protozoi, batteri e virus dai quali si contraggono numerose malattie. Tralasciando quelle più rare, le malattie più comuni che si contraggono sono:

1- LA MENINGOENCEFALITE DA VIRUS TBE

2- LA BORRELIOSI DI LYME

1- Fortunatamente solo nel 70% dei casi, si manifesta una infezione con pochi sintomi e che può passare inosservata.

Nel 30% dei restanti casi, dopo 3-28 giorni dal morso, insorge per 2-4 gg., una sindrome simil influenzale con febbre alta, mal di testa, mal di gola, stanchezza con dolori muscolari e articolari, poi la temperatura scende e non ci sono conseguenze. Nel 10- 20% di questi ultimi casi, dopo un intervallo di 8- 20 giorni, può iniziare una seconda fase con disturbi del sistema nervoso centrale: encefalite e paralisi flaccida, con esito mortale nel 1% dei casi.

Ultimamente, nelle zone pedemontana del Triveneto, sono stati segnalati numerosi casi di meningo encefalite da zecca ed è per questo che le autorità sanitarie hanno ritenuto opportuno sollecitare la popolazione ad una attenzione particolare al problema zecche. Dal 2006 esiste una prevenzione di tipo vaccinale con la somministrazione di tre dosi con richiamo triennale che e' fortemente consigliata alle persone che con maggior frequenza accedono a zone a rischio.

2- la seconda, più frequente infezione, è la Borreliosi di Lyme, una infezione batterica responsabile di eritemi, artriti, disturbi neurologici e cardiaci, curabile con una antibiotico terapia mirata.

I sintomi sono caratteristici: compare un eritema migrante (è una lesione cutanea arrossata di forma anulare, al centro più chiara) con estensione fino a 10-15 cm e sintomi simili influenzali. L'eritema si presenta dopo 3- 30 giorni dal contagio e se si ricorre a terapia antibiotica prescritta dal medico, non vi sono manifestazioni tardive di recidive (artrite, meningite, polineurite). Solo il 5% circa dei soggetti parassitati, possono essere colpiti da Borreliosi. In questi casi si può ricorrere oltre alla clinica (che può bastare nella maggior parte dei casi), ad esami diagnostici di laboratorio.

Chi rischia e come prevenire

Tutti gli escursionisti, i boyscout, i cacciatori, i cercatori di funghi nonché le guardie forestali, sono a maggior rischio di contrarre una infezione da zecca. Per prevenire ed evitare questo tipo di parassitosi, si devono adottare misure facilmente attuabili. Vestirsi con indumenti a maniche lunghe, anche i pantaloni lo devono essere, i calzini o i calzettoni devono coprire la gamba e le scarpe possibilmente deve essere a collo alto tipo quelle da trekking. Potrebbe essere utile anche un cappello, per riparare le zone del viso e del collo.

Al ritorno dalle escursioni, si deve controllare se vi sono zecche attaccate alla cute ed asportarle subito con una pinzetta. Se abbiamo un animale domestico è consigliabile controllarne periodicamente il pelo ed trattarlo con repellenti specifici. Anche l'uomo può avvalersi di repellenti, ma devono essere messi ogni 2-3 ore, è necessario ricordare che per i bambini devono essere adoperati repellenti appositi.

La redazione Medica

Nel caso in cui venga richiesto la ricerca di anticorpi anti Borrelia, sul sito www.saniclic.it possono essere ricercati i laboratori analisi che effettuano tale esame digitando Borrelia dopo aver selezionato "diagnosi di laboratorio".

*Sul prossimo post riporteremo quanto consigliato dall'Istituto Superiore di Sanità in caso di morso di zecca, ovvero cosa fare e non fare, se ci troviamo addosso il parassita.

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