Il Trigemino è il quinto nervo cranico e come fa intendere il nome è composto da tre rami principali: Oftalmico, Mascellare e Mandibolare. La nevralgia Trigeminale è una neuropatia che può interessare tutti o in parte i rami del nervo. In funzione dei sintomi accusati dalla persona colpita, si può risalire alla branca interessata.

Il Trigemino è un nervo di tipo misto, cioè può veicolare informazioni sia di tipo sensoriale che di tipo motorio ed è quindi responsabile delle sensazioni di pressione, di calore e di dolore della parte della faccia, superiore alla linea mandibolare. È anche responsabile della funzione motoria dei muscoli masticatori. La nevralgia di cui parliamo, causa intensi dolori localizzati a: occhi, labbra, naso, cuoio capelluto, fronte, area cutanea esterna della faccia, dentatura e mucose interne della mascella e della mandibola ed inoltre può cronicizzare nel tempo. Una persona ogni 10.000 soffre di questa patologia e circa il 95% delle persone affette, sono colpite solo su una emifaccia e non su entrambe. Statisticamente colpisce maggiormente le donne.

La nevralgia del Trigemino è una malattia invalidante che genera nell'individuo colpito, ansia e paura per il prossimo attacco doloroso, che può essere scatenato anche da stimolazioni lievi come: radersi, masticare, lavarsi denti, lavarsi la faccia, sorridere, truccarsi o addirittura dal vento che soffia sulla faccia. Le crisi dolorose possono durare da pochi secondi a due minuti e si possono ripetere nella stessa giornata fino ad un centinaio di volte. Non esiste prevenzione per impedire lo scatenamento della crisi, salvo evitare i colpi di freddo e la masticazione di cibi eccessivamente consistenti, che possono scatenare l'attacco, ma ci rendiamo conto che non è semplice stare attenti a fare cose che quotidianamente siamo abituati a fare.

Le cause

Le cause della nevralgia possono essere diverse e l’ipotesi principale è che nella maggior parte dei casi, vi sia una compressione sul nervo da parte del fascio vascolare (vena ed arteria) che decorre accanto al nervo. Altre cause possono essere secondarie a lesioni cerebrali traumatiche, tumori, sclerosi multipla, ma anche senza una causa apparente chiamata in questo caso “Idiopatica”.

La terapia

L’80% dei pazienti risponde alla terapia con Carbamazepina, ma possono essere usati altri farmaci contenenti il Clonazepam, Gabapentin, ecc. Il dolore acuto insopportabile, può essere trattato con la somministrazione di farmaci antidolorifici più potenti, fino alla Morfina; nel dolore cronico può essere presa in considerazione la somministrazione di Cannabis terapeutica (nome commerciale: FM2, prodotto dallo Istituto Farmaceutico Militare Italiano). Se la terapia medica fallisce, la microchirurgia potrà intervenire a decomprimere il nervo dai vasi sanguigni. Esistono anche altre terapie zonali, che adoperano la radiofrequenza e la radio chirurgia.

Il paziente affetto da questa patologia può rivolgersi per la diagnostica e la cura a specialisti Neurologi o Neurochirurghi.

 

A cura dello Staff Medico


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