È una nuova malattia psichica che rientra nei disturbi da mancato controllo degli impulsi con incapacità di smettere di giocare. Il rischio che questa malattia dilaghi è molto consistente. Se le autorità competenti continueranno ad essere accondiscendenti verso la Pubblicità e l’insediamento di nuovi Luoghi di Gioco, entro pochi anni i soldi ottenuti dallo stato con le tasse sul gioco, non basteranno più a compensare le spese che tutti noi saremo chiamati a sostenere per curare i cosiddetti ludopatici.

In Toscana sono già 1400 le persone in trattamento e circa 20.000 sono a rischio di diventarlo. La Ludopatia è stata introdotta nella lista dei LEA per il trattamento, la prevenzione e il reinserimento sociale a carico del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel 2016 gli Italiani hanno speso per il gioco 95 miliardi di euro, il 4,4% del Pil nazionale. Praticamente si spende quasi quanto per alimentarsi e tale cifra rappresenta inoltre il triplo della spesa per l’istruzione dei figli (dati dell’Osservatorio Regionale Toscano sulla dipendenza).

Metà della cifra citata finisce nelle slot e il resto nelle altre numerose forme d’azzardo. L’entità delle somme in gioco e il rischio di aumento esponenziale di persone che rompono i loro legami con le famiglie e con la società, ci obbliga ad interpretare questo fenomeno come una vera e propria emergenza / minaccia socio sanitaria. Se non credete che sia un fenomeno da tenere seriamente in considerazione, quando avete un po’ di tempo, entrate da un Tabaccaio che oltre ai soliti Gratta e Vinci e altre schede simili, abbia anche delle macchine slot: la permanenza all’interno del negozio per una mezz’ora, vi dimostrerà come sia facile dilapidare centinaia di euro da parte di persone di tutte le età e normalmente a basso reddito.

Le organizzazioni a cui le persone affette o i loro familiari possono rivolgersi per avere un aiuto, sono molto numerose, ma ci preme, da queste pagine, inviare un messaggio di attenzione alle famiglie con figli giovani, perché sembra che negli ultimi anni la mania del gioco on line sia sempre più numerosa e ne facciano parte soprattutto i giovani studenti e i giovani impiegati/operai alla ricerca di soldi ottenuti facilmente!

Bisognerebbe, viste le premesse, che le grandi reti televisive ponessero un freno o, ancora meglio, bandissero dalle loro reti la pubblicità dei Giochi online.

Dallo scorso anno, la pubblicità di questo tipo è aumentata più di tre volte e continua ad aumentare, sia come tempi che come numero. (È significativo l’avvertimento della annunciatrice che il gioco possa dare dipendenza, ma nessuno ti dice come fare perché non lo diventi). Visto che siamo riusciti con la costanza e l’impegno, ad abolire la pubblicità del fumo e degli alcolici, potremo riuscire, con l’impegno di organizzazioni presenti a tutti i livelli della società e dei partiti, ancorché del Governo, a dare un segnale in controtendenza.

Il trattamento della Ludopatia è un intervento terapeutico strutturato per malattie croniche con dipendenza, erogato da gruppi multi-specialistici: psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, infermieri, consulenti legali, commerciali, fondazioni antiusura, reti di sostegno socio sanitario del Comune (assistenti sociali), del volontariato (Caritas, Misericordie varie), gruppi di auto aiuto. Tutto ciò è rivolto alla persona affetta, ma anche alla famiglia della stessa che necessita di sostegno di tutti i tipi.

I risvolti che la Ludopatia fa emergere sono molto numerosi e particolari, basti pensare alla richiesta di prestiti usuranti o alla vendita dei propri averi e/o dei propri familiari, per poter seguire la irrefrenabile voglia del gioco.

Il suicidio in molti casi viene considerato dal malato la soluzione più adatta ad una situazione apparentemente senza soluzione. 


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